IL CURIOSO CASO DELLE SIGNORE DI LLANGOLLEN

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Tratto dal saggio “Strangers. Homosexual Love in the Nineteenth Century” di Graham Robb, pubblicato dall’editore W. W. Norton & Co, e finora mai tradotto in italiano.

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Quando si parla del confine fra amore e amicizia, ci si muove su un terreno tutt’altro che pianeggiante, specialmente quando si tratta di amore omosessuale; se poi ci riferisce ai secoli passati, in epoche in cui la parola non era neppure nata, le pianure di Sodoma si trasformano in un campo minato. Le amicizie fra persone dello stesso sesso hanno permesso a diversi studiosi e biografi di salvare molti “padri della patria”, poiché, in alcuni paesi (Italia compresa), spesso sembra preferibile che un poeta, scrittore, artista, musicista, politico … abbia avuto una decina di morti sulla coscienza piuttosto che una relazione con una persona dello stesso sesso.

La sessualità femminile indipendente dal pene è sempre stata ritenuta inesistente, e il sesso fra donne è solitamente stato considerato soprattutto come uno spettacolo per l’eccitazione maschile; Anne Lister, agli inizi del XIX sec., in una lettera a Maria Barlow, scrisse scherzando che il sesso e l’amore fra donne erano “uno scandalo inventato da uomini”

Un caso che attirò l’attenzione dei giornali nel XVIII sec., fu quello delle “signore di Llangollen”: nel 1778, due gentildonne irlandesi, lady Eleanor Butler e lady Sarah Ponsonby si travestirono da uomini e fuggirono insieme. Le due giovani furono ricondotte a casa dalle rispettive famiglie, ma alcuni mesi dopo fuggirono nuovamente, stabilendosi in Galles, a Llangollen; le famiglie decisero allora di rispettare la loro volontà di vivere insieme, fornendo alla coppia addirittura una rendita.

Lady Eleanor aveva ricevuto diverse proposte di matrimonio, rifiutandole però tutte e preferendo trascorrere la propria vita con Sarah, in una casa nota come Plas Newydd, dove passavano il tempo lavorando in giardino, leggendo, scrivendo e collezionando orologi e trottole. Buona parte della loro servitù era composta da donne, così come gli animali domestici (inclusa una cagnolina chiamata Saffo!). Le due donne uscivano spesso indossando scarpe e cappelli da uomo, tanto che John Lockhart le descrisse come “due vecchi folli marinai”: nonostante questo, molti illustri viaggiatori si recarono a far loro visita, e fra di essi  si possono annoverare lady Caroline Lamb, Wordsworth e il duca di Wellington. Il loro rapporto, tuttavia, fu sempre celebrato da poeti e scrittori come assolutamente casto: erano ritenute il perfetto emblema dell’amicizia romantica e dei “matrimoni d’anime” fra donne, che ovviamente dovevano essere perfettamente puri, tanto che non stupisce che proprio questo aggettivo sia quello che ricorre maggiormente in tali scritti, seguito da “immacolato” e “santo”, come si evince dal sonetto di Wordsworth “ To Lady E. B. and the Hon. Miss P.”  o dai componimenti di Anna Seward.

Non mancavano però osservatori più critici (Hester Thrale le definì senza mezzi termini “maledette lesbiche”) o più smaliziati (la “solita” Anne Lister riteneva che il loro rapporto non fosse puramente platonico), mentre lord Byron le assunse nel pantheon degli amanti celebri con Oreste e Pilade, Eurialo e Niso, Davide e Gionata; nel 1932, Colette le definì le progenitrici delle moderne lesbiche in Le Pur et l’Impur.

Ancora oggi non mancano studiosi che sono in dubbio se considerare le “signore” come un semplice caso di appassionata amicizia o un vero esempio di amore omosessuale, anche perché solitamente una relazione amorosa (e specialmente un rapporto omosessuale) è, anche per noi moderni, raramente disgiunto dal sesso. Simili dubbi attraversarono naturalmente anche il XVIII e XIX secolo, e le due signore, piuttosto ben disposte verso la celebrazione degli aspetti “celestiali” della loro amicizia, erano comprensibilmente molto più critiche verso articoli maggiormente prosaici, come quello apparso nel luglio 1790 sul General Evening Post, dove, oltre alle lodi per il loro gusto, pulizia ed eleganza, era sottolineato l’aspetto più “mascolino” di Eleanor, che vestiva un abito da cavallerizza, appendeva il proprio cappello come uno sportsman e “sembrava in tutto e per tutto un giovane uomo, ad eccezione delle gonne che ancora indossa”. Sarah  è descritta come ”gentile, femminile, graziosa e affascinante”, intenta a mandare avanti il ménage familiare, mentre El1eonor dirigeva i lavori nei campi  e nei giardini. Le due donne sapevano bene che una definizione quali “lesbiche” o “tribadi” le avrebbe rese dei paria e si parlò anche di un’azione legale contro il giornale ma l’articolo non sembrò modificare l’alto concetto che i visitatori più o meno illustri di Plas Newydd nutrivano nei confronti delle loro ospiti.