STOFFE D’ALSAZIA

Di: la redazione
26 settembre 2017

Il kelsh alsaziano è mitico. E’ un tessuto emblematico di questa regione francese, una tela di lino o canapa tessuta a quadretti, a volte a righe. Nel Medioevo, venne prodotto inizialmente nei conventi dei Vosgi e furono i monaci ad insegnare alla popolazione l’arte della tessitura.

Un artigiano dalle mani d’oro morto pochi mesi fa, Michel Gander, ha continuato a tessere il kelsh nel suo laboratorio di Muttersholtz, ottenendo il marchio di “azienda del patrimonio vivente”. L’atelier è ad oggi l’ultima tessitoria a produrre la tessitura tradizionale alsaziana.

A Mulhouse, erede di una collezione unica al mondo, è visitabile il Musée de l’impression sur étoffes, museo dei tessuti stampati. Presenta un percorso atipico «fra memoria e creatività»: storia delle tecniche di stampa dal XVIII al XIX secolo, mostre, dimostrazioni di stampa, con stampi di legno o con la macchina a rulli di rame, laboratori per grandi e bambini, conferenze, concerti, mostre-evento che fanno del museo uno spazio polivalente.

Inoltre, qui è possibile consultare la documentazione del SUD (istituito nel 1833 dagli industriali di Mulhouse per lasciare traccia del proprio savoir-faire e della propria creatività) che si è arricchito nel corso del tempo di oltre sei milioni di campioni di tessuto, accessibili a ricercatori, stilisti e industriali del settore, di tutto il mondo.

A Ribeauvillé, sempre in Alsazia, Charles Steiner ha creato nel 1838 una fabbrica che è stata all’origine dell’arte tintoria prima di diventate una fabbrica di tessuti stampati, le cosiddette «stoffe indienne», e che ha ottenuto subito un grande successo grazie a una collezione di tessuti per arredamento chiamati “3 rouges”. La Maison Beauvillé conosciuta oggi come Manufacture d’Impression sur Etoffes, continua ad essere una referenza in fatto di tessuti d’arredo stampati di alta gamma.

www.beauville.com

www.musee-impression.com

www.tissage-gander.fr

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