SAREMO MAI CONTENTI?

111

Una mattina, mentre andavo al lavoro molto presto – seppur di domenica – ho scorto – sullo stradone di Stupinigi, in direzione Orbassano – la figura di un uomo di una certa età, immerso nella nebbia.

L’uomo – visibile solo perché indossava una pettorina arancione – mi faceva segno di fermarmi.

Ho subito pensato al solito imbranato finito fuori strada sul quel tratto di asfalto solitamente così viscido …

Mi sono fermato e lui mi ha chiesto un passaggio ovviamente in direzione ” Orbassano”.

Io l’ho caricato dicendogli che l’avrei portato fino alla rotonda e poi avrei proseguito per Rivalta, dove ero diretto. Mi ha risposto che andava benissimo.

Una volta accomodatosi sul sedile del passeggero abbiamo iniziato a parlare e quindi gli ho chiesto, incuriosito, cosa ci facesse al mattino così presto in giro in mezzo alla campagna, con la nebbia e se, per caso, avesse avuto qualche problema con la macchina.

Lui mi rispose che soffriva di insonnia, alle quattro di mattina era, di norma, già sveglio e appena sua moglie si alzava lui usciva di casa. Da pensionato quale era, non aveva nulla da fare a casa: “alla meglio potrei solo darle fastidio” mi disse “perché a quell’ora lei comincia a sbrigare le faccende domestiche”.

“Sa io ero impiegato alla Fiat e non ho abilità manuali” aggiunse dopo un po’, “A parte il mio lavoro alla scrivania, non so fare altro. Sono sette anni ormai che sono in pensione, ma non mi sono ancora abituato!”

“Come la capisco” gli ho risposto allora, “si figuri che sono trentatre anni che, quasi tutte le mattine, mi sveglio presto per andare a lavorare, e nemmeno io mi sono ancora abituato!”