STRATEGIE ANTI-CATTIVERIA

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E’ notizia di qualche settimana fa, quella secondo cui il sindaco di Luzzara – in provincia di Reggio Emilia – avrebbe emesso un’ordinanza anti-cattiveria. In sostanza ciò significa che, d’ora in poi, nella ridente località della bassa reggiana, chi si arrabbia e manda a quel paese il tizio che gli ha appena tagliato la strada (o che magari gli è passato su un piede con la bici), dovrà pagare una discreta sanzione.
Ma la cosa ancor più peculiare (come se l’ordinanza non lo fosse già abbastanza) è che le sanzioni non saranno di carattere pecuniario, bensì culturale. A chi trasgredirà questa legge toccherà, infatti, leggere. Un deterrente che dovrebbe funzionare piuttosto bene, mi verrebbe da commentare, vista la scarsa propensione alla lettura dell’italiano medio (a dirlo, sia chiaro, non sono io ma le statistiche).
Dunque la sanzione imporrà, a chi si comporta in modo incivile, la lettura della Costituzione, o di altri testi formativi come “Se questo è un uomo” di Primo Levi, “Il razzismo spiegato a mia figlia” di Tahar Ben Jalloun, “Le memorie di Adriano” di Marguerite Yourcenar o “Il presente non basta” dell’ex rettore dell’Unibo Ivano Dionigi. Per i più fortunati sarà possibile scamparla con uno spettacolo teatrale o un film tipo “La vita è bella” o “Quarto potere”, giusto per citarne un paio.

Peccato non sia stato previsto anche l’affiancamento di volontari, magari studenti delle scuole dell’obbligo, che possano spiegare i testi prescelti a chi, non abituato alla lettura, possa magari non comprenderne appieno i contenuti. Alcuni dei succitati, infatti, non sono proprio di immediata comprensione. Oppure, ancora meglio, dovrebbero essere previsti volontari che siano in grado di tenere svegli i sanzionati nell’espletamento dei loro obblighi di legge.

Una buona idea, in ogni caso, quella di obbligare alla lettura, se non altro anche per far fronte alla crisi dell’editoria e consentire alle librerie di tirare avanti … a tal proposito io proverei ad imporre, oltre alla lettura, anche l’acquisto dei testi …

Ma per tornare alla questione di cui sopra e per citare il sindaco stesso – che per la cronaca si chiama Andrea Costa – “C’è un’urgente necessità di arginare la deriva che sta prendendo il nostro Paese, c’è bisogno di fertilizzare un terreno culturale, per tenere insieme la nostra comunità”.
L’ordinanza vieta dunque “ogni esibizione di rancore o rabbia, sia essa perpetrata verbalmente”, nei luoghi pubblici, “o nelle piazze virtuali della Rete”, che abbiano per scopo “l’offesa di singoli o gruppi di persone”, e “ogni forma di violenza”.
In effetti, se escludiamo la miriade di frasi ad effetto e i moniti pseudo-buonisti che spopolano sul web, di fatto, in giro per le strade, non solo quelle di Luzzara, la gente è sempre più furiosa e se la prende con chiunque per un nonnulla …
Di casi di cronaca relativi ad aggressioni gratuite se ne sentono ormai un po’ ovunque…basta la minima provocazione … oppure basta che l’aggressore legga come provocazione qualsiasi cosa gli venga rivolta …
D’altronde una volta gli “arrabbiati” di turno scendevano in piazza a protestare e si sfogavano così (in Francia e in Belgio, a quanto pare, lo fanno tuttora), oggi invece si tengono tutto dentro e poi esplodono con reazioni esagerate, alzando la voce o le mani sul malcapitato di turno, che di solito non ne può nulla.
Non che io voglia incitare alle manifestazioni violente. Anzi. Sarei piuttosto assolutamente propensa per quelle pacifiche … Convogliare le proprie energie organizzando o partecipando a manifestazioni pacifiche di dissenso (e sottolineo pacifiche) sarebbe comunque meglio che sfogarsi su qualcuno a caso o aggredire il primo che passa e che magari ti ha solo guardato un po’ più a lungo o un po’ più insistentemente…
Perché come diceva Aristotele, “Chiunque può arrabbiarsi, ma arrabbiarsi con la persona giusta, nel grado giusto, al momento giusto… non è nelle possibilità di chiunque e non è facile”.
Molto più facile è accumulare rabbia per un certo lasso di tempo (e per diversi motivi) e poi scaricarla tutta insieme sul malcapitato di turno che magari si è solo azzardato a dire un no … perché poi in fondo, si sa, che niente genera più rabbia della frustrazione o di un rifiuto …

Meglio sarebbe in ogni caso sfogarsi in palestra o con qualche altra attività fisica … suggerirei pertanto, al sindaco di Luzzara di aumentare le sanzioni oltre che con l’obbligo di leggere anche con quello di farsi una corsetta intorno all’isolato o una bella pedalata in bicicletta…