QUANDO IL CINEMA ERA PROFUMATO

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Le origini del Cinema olfattivo risalgono al 1906 quando Samuel Rothafel nel suo film Rose parade, proiettato nel teatro Roxy, nel Forest city in Pennsylvania, fece posizionare dei batuffoli di cotone profumati di fronte a dei ventilatori rivolti verso il pubblico.

Nel 1940 l’inventore svizzero Hans Laube inventò una macchina capace di diffondere 32 odori diversi fra cui rose cocco catrame fieno e pesche. Ma il suo brevetto fu contestato.

Fu dimostrato, infatti, che un sistema simile fosse già stato precedentemente brevettato negli Stati Uniti. Lo stesso Walt Disney si cimentò nell’idea del cinema profumato ipotizzando una versione di “Fantasia” aromatizzato, ma vi rinuncio perché i costi erano esorbitanti.

La Filmografia olfattiva vide nuovi tentativi nel 1943 quando fu proiettato, a Detroit, il film “The sea hawk” (per la regia di M. Curtiz) interpretato da Errol Flynn: venne diffuso in sala l’odore del catrame di una nave in partenza.

Nel 1957 poi, il Cineasta Morton Heilig creò una macchina denominata sensoRAMA che proiettava pellicole in 3D, suono stereo, aria e aromi. L’obiettivo del visionario inventore era di creare un ambiente sensoriale immersivo capace di condurre lo spettatore verso un atteggiamento profondamente partecipativo. Dobbiamo dunque a questi pionieri i primi tentativi di realtà virtuale poiché furono loro ad inaugurare le strade che ci hanno condotto al concetto di cinema odierno.

Insieme al Figlio d’arte Mike Todd jr, nel 1960, Hans Laube ritentò l’esperienza olfattiva e inventò il sistema cinematografico dell’Odorama, mettendo a punto un macchinario bizzarro ideato dalla General Elettric e denominato Smell-O-Vison. Tale macchinario spruzzava profumi e odori particolarmente evocativi direttamente sulle poltrone degli spettatori seduti in sala. Gli spettatori venivano, così, stimolati a reagire anche olfattivamente nei confronti dell’immagine proiettata.

Boccette contenenti essenze particolari erano state, infatti, opportunamente sistemate su una specie di caricatore ruotante che, ad un segnale codificato sulla pellicola, rilasciava l’essenza corrispondente. “Scent of mistery” fu il primo film realizzato in Odorama, seguito da “Behind the great wall” di Walter Reade. Quest’ultimo utilizzava un più semplice apparecchio denominato a-Roma-rama che prevedeva che la vaporizzazione degli odori avvenisse attraverso bocchettoni semplicemente installati nel soffitto della sala. Ma quasi tutti gli esperimenti sensoriali non rappresentarono una pietra miliare nella sorte del cinema mondiale. Gli odori tendevano a permanere nell’aria anche a conclusione della scena e, sovrapponendosi fra loro, infastidivano il pubblico.

Ma nel 1981 il regista John Waters volle riprovare l’esperienza dell’Odorama nel suo film “Polyester”. Si rivolse alla Products&amp Service di Milano che costruì un cartoncino sul quale erano stampati una serie di odori. Agli spettatori, durante l’acquisto del biglietto del film, veniva consegnata una particolare cartolina con 10 Caselle. Le 10 fragranze che qualcuno definì “vomitevoli” erano: profumo di rosa, flatulenza, colla per modellini, benzina, pizza, secrezione di puzzola, gas da forno, odore di auto nuova, puzza di piedi, e profumatore per ambiente. Alla sequenza d’apertura del film si fornivano le istruzioni per godere dell’esperienza. Si trattava di qualcosa di simile agli odierni gratta e vinci: il cartoncino fornito all’ingresso, doveva essere “grattato” alla casella corrispondente al numero proiettato sullo schermo.

Ma la maggior parte delle reazioni degli spettatori, abituati alla sala cinematografica come luogo in cui non essere disturbati, si trovava infastidita da questa esperienza, e solo i più giovani apprezzarono quello che inizialmente sembrava quasi un gioco. Di fatto le versioni successive del film Polyester furono proiettate tutte privandolo delle scene che includevano l’Odorama.

Il progetto olfattivo fu comunque rivoluzionario e benché non si rivelò un investimento vincente non possiamo dimenticare la sua influenza utilizzata, per altro, quotidianamente anche nel marketing.

L’esperimento Odorama fu, infatti, ripreso nel 2011 quando fu presentato alla Lisbon design show, da Olf-Action (azienda francese), un nuovo esperimento che si chiama SmellIT. Il generatore di odori on demand è dotato di particolari diffusori che attraverso piccoli ventilatori distribuiscono in maniera omogenea nello spazio domestico le essenze contenute in cartucce simili a quelle dell’inchiostro della stampante; la tecnologia di cui si avvale Smellit è piuttosto complessa ma è stupefacente come il lettore DVD legge tracce video e audio e con un perfetto sincronismo rilascia un impulso olfattivo 10- 20 secondi prima della scena in modo che gli odori possano essere percepiti dallo spettatore e il rilascio emotivo avvenga in tempo sincronico. Smellit riesce a diffondere fino a 118 tracce olfattive: il Digital media aromatico è la risposta odierna a Odorama.

Si sono anche registrati numerosi tentativi dal 2005 ad oggi (da parte di Giappone, Spagna, Corea Francia) di provare a produrre simili tecnologie. I lettori più giovani, abituati agli effetti speciali e al 3D, magari sorrideranno all’idea di questo bizzarro tentativo emozionale evocativo, ma è una pagina della storia del cinema che va comunque ricordata.