LA PIGNA: ANIMA ANTICA DELLA CITTA’ DEI FIORI

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Sono ritornata dopo tanti anni a Sanremo, cittadina nella quale per anni ho trascorso mesi di vacanza con i miei nonni. Avendo poco tempo da dedicare a questo nostalgico amarcord ho scelto di recarmi nella zona più affascinante: la Pigna, il centro storico.

Entrandovi ho avuto la sensazione di immergermi in un tempo diverso. Alle spalle del traffico e delle vetrine di Sanremo, basta imboccare una salita perché la città cambi voce: i rumori si attenuano, il passo rallenta e ci si ritrova dentro un intreccio di vicoli che sembrano avvolgersi su loro stessi, come una spirale di pietra. Sarà per questo che la chiamano Pigna: un nome che restituisce bene l’idea di un centro antico, compatto, costruito per difendersi e per durare.

Venne costruita come “soluzione” alle incursioni dei Saraceni intorno all’anno Mille: per questo ha ingressi controllati e fortificazioni poste in posizione elevate rispetto alla costa. Siamo nel secondo borgo medievale per estensione della Liguria, dopo quello di Genova.

Camminando tra i carrugi, ho incrociato archi bassi, antiche scalinate, passaggi coperti che si aprono all’improvviso su scorci luminosi. Le case sono addossate l’una all’altra, cresciute in verticale nei secoli, con portali scuri in ardesia e finestre irregolari. Architetture che raccontano una vita fatta di bisogni che animavano l’ingegno, quando rifugiarsi in alto era una forma di salvezza. Tra le costruzioni più antiche si riconoscono i palazzi nobiliari, come quello dei Conti di Ventimiglia, che svettano senza prepotenza accanto alle abitazioni popolari.

Le piazze sono piccole e raccolte. Piazza Capitolo conserva ancora l’eco di un’antica centralità civile, mentre piazza dei Dolori è più severa e silenziosa. Qui non passano auto, non c’è fretta: solo passi, salite e discese e qualche chiacchiera sussurrata tra chi qui continua a vivere.

Salgo fino in cima, gradino dopo gradino, e raggiungo il Santuario della Madonna della Costa. Da lassù il panorama si apre ripagandomi della fatica per raggiungerlo: il mare davanti, la Sanremo moderna più in basso e sotto gli occhi i tetti fitti della Pigna, come un mosaico irregolare.

Tornando sui miei passi verso il mare, ho notato piccoli dettagli singolari, come i nomi curiosi dei vicoli legati a confraternite e mestieri. La Pigna conviene attraversarla  lentamente, lasciandosi perdere fra i vicoli, liberando lo sguardo in ogni dove.

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