Lungo la costa orientale della Sicilia, a pochi chilometri da Catania, esiste un tratto di mare dove mito e paesaggio sembrano fondersi naturalmente. È la Riviera dei Ciclopi, tra i borghi marinari di Aci Castello e Aci Trezza, un luogo dove l’epica omerica trova ancora oggi uno specchio nella geografia reale. Secondo la tradizione, sarebbe questa la terra dei Ciclopi, la dimora del mostruoso Polifemo ciclope della mitologia greca che nell’Odissea imprigionò Ulisse e i suoi compagni nella sua grotta.
Arrivando ad Aci Trezza non è difficile abbandonarsi al mito. Dal mare, infatti, emergono grandi scogli neri di origine vulcanica, i Faraglioni dei Ciclopi: sono blocchi di basalto dalle forme irregolari. La leggenda racconta che furono lanciati proprio da Polifemo contro la nave di Ulisse mentre l’eroe fuggiva dopo averlo accecato. Non è difficile immaginare quella scena epica -sospesa tra rabbia e mare aperto- osservandoli oggi, quasi fossero stati conficcati nel blu dello Ionio.
La scienza offre una spiegazione diversa ma non meno affascinante: i faraglioni sono il risultato di antiche eruzioni dell’Etna e di lunghi processi di erosione marina. Le colonne basaltiche emergono dal mare come sculture naturali e, al tramonto, il nero lucido e il rosso dorato si scambiano la staffetta.
Il cuore di questo scenario è l’affascinante borgo di Aci Trezza, antico villaggio di pescatori diventato negli anni una meta amata da viaggiatori, fotografi e appassionati di letteratura. Il paese è noto anche grazie allo scrittore verista Giovanni Verga, che proprio qui ambientò il celebre romanzo I Malavoglia. Passeggiando sul lungomare si incontrano barche colorate, reti da pesca stese al sole e ristoranti che servono pesce appena pescato
A pochi metri dalla costa si trova anche l’isola Lachea, la maggiore delle piccole isole dei Ciclopi, oggi riserva naturale. Questo tratto di mare è infatti protetto dall’Area Marina Protetta Isole Ciclopi, un ecosistema ricco di biodiversità godibile durante le immersioni, lo snorkeling e le escursioni in barca, tra fondali vulcanici e acque cristalline.



