UN’ASSEMBLEA PERMANENTE A TORINO SU MODELLO DEL FREE FORUM STATUNITENSE

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A Torino sta nascendo un’assemblea permanente aperta a tutta la cittadinanza che, su modello dello statunitense Forum for Real Economic Emancipation (Free), si ispira alle idee e al lavoro dell’economista italiana Clara Mattei, docente di Economia all’Università di Tulsa, in Oklahoma. Il Free è concepito come un laboratorio per costruire democraticamente dal basso, un’alternativa alla logica capitalista.

L’intento, infatti, è quello di esplorare modelli economici alternativi a quelli del capitalismo che siano più rispettosi dei bisogni delle persone e a favore dei beni comuni.

L’iniziativa è stata recentemente presentata allo IUC (International University College), in un incontro organizzato da Generazioni Future, in cui Clara Mattei ha presentato anche il suo ultimo saggio Fuga dal capitalismo edito in Italia da Fuoriscena.

Nel saggio, l’autrice smonta pezzo per pezzo il mito del capitalismo come sistema “naturale”, inevitabile e neutrale. Quello che ci è stato venduto come scienza economica imparziale si è invece rivelato un potentissimo strumento di potere che i sistemi alternativi proposti in passato non hanno saputo contrastare. Sempre di più appare oggi per quello che è: un ordine politico progettato per proteggere gli interessi di pochi a scapito della stragrande maggioranza.

Durante l’incontro Mattei ha specificato come questo modello economico ci stia letteralmente ammazzando. “In occidente siamo alienati come consumatori e depressi come individui” spiega “mentre nel resto del mondo siamo affamati e uccisi. Siamo in un momento in cui ovunque ti giri c’è una catastrofe sociale: oltre due miliardi di persone soffrono di insicurezza alimentare mentre nello scorso anno i 500 individui più ricchi del mondo hanno guadagnato trilioni di dollari”.

Ma come fare per cambiare le cose? Clara Mattei ha parlato della sua esperienza con il Free Forum statunitense e di come si stia cercando di far decollare altri simili presidi in diverse località anche qui in Europa.

Creare assemblee dal basso è importante perché, sempre stando alle sue parole, hanno molto più potere di quanto si possa pensare. L’idea è quella di usare la discussione collettiva per portare avanti iniziative culturali e politiche. Ma l’assemblea dovrebbe essere anche uno spazio in cui analizzare criticità come l’insicurezza alimentare e abitativa, la crisi climatica e la criminalizzazione della povertà, per poi pensare insieme a possibili alternative concrete, partendo anche dal creare uno spazio accogliente. Uno spazio in cui organizzarsi ad esempio, per condividere un pasto insieme, aiutando così chi non ce la fa ad arrivare a fine mese e creando anche ambienti per i bambini in modo che, chi ha figli, possa portarli con sé. Ma anche uno spazio in cui elaborare iniziative ad ampio raggio come ad esempio, fare pressioni sul proprio comune di appartenenza chiedendo che venga istituito il bilancio partecipato.

“Quando si comprende che il sistema in cui viviamo non ha come priorità i bisogni delle persone o il bene comune” conclude infatti, “l’alternativa va costruita concretamente”.

Il primo appuntamento fissato per riunirsi a parlare collettivamente di questi temi è fissato allo IUC (via Cigna 37) per mercoledì 3 giugno alle 19.30. Tutti i cittadini sono invitati a partecipare.

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