KEESONG RACCONTA LA SUA KOREA

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Mi chiamo Keesong Choi, sono un ragazzo coreano, ho 33 anni e vivo in Italia da 6 anni. Sono laureato in Ingegneria urbanistica all’Università “Jung-Ang” di Seoul. Sono venuto in Italia per studiare Industrial Design all’Istituto Europeo di Design (IED) di Torino e studio Lingue e Letterature moderne all’Università di questa città.

 

5w: raccontaci la tua Korea…

Per raccontare il mio Paese inizierei da un breve cenno alla sua storia. Noi diciamo che la Korea ha cinquemila anni di storia. Secondo il nostro mito c’era un Dio potente con i suoi molti figli: uno di questi decise di realizzare un grande progetto con gli umani e arrivò sul monte Baekdu-san, il più alto della Korea (un vulcano ora inattivo al confine tra Korea del Nord e Cina) con il suo seguito di guerrieri. Un orso ed una tigre si recarono da lui per chiedergli di diventare umani e il Dio spiegò loro che avrebbero dovuto trascorrere cento giorni in una grotta mangiando soltanto aglio e assenzio. La tigre non resistette a lungo, mentre l’orso completò il periodo richiesto e venne subito trasformato in una donna che sposò il figlio della divinità. Dalla loro unione nacque un figlio che consideriamo il fondatore della Korea. Noi ci sentiamo una nazione da quel momento. Probabilmente i nostri progenitori provengono da alcune tribù mongole e sembra che il nostro patrimonio generico sia tra i più puri al mondo.

La nostra lingua è il koreano. Ci sono dei dialetti ma non come in Italia, dove le lingue regionali sono molto diverse tra loro. I nostri dialetti differiscono di poco dalla lingua nazionale. Solo sull’ isola di Jeju la lingua è completamente diversa, a causa della distanza dalla madrepatria e della sua storia antica. Fino alla metà del 1400 d.C. scrivevamo utilizzando i complicati segni dell’antico cinese che solo i dignitari e gli studiosi sapevano leggere e che per il popolo erano troppo complessi anche da pronunciare. Il re Sejong nel 1446 istituì una speciale accademia, riunendo i saggi del regno con l’incarico di trovare un nuovo e più semplice sistema di scrittura per il popolo. I saggi crearono il nostro alfabeto (ritenuto dagli studiosi molto scientifico) di 28 segni chiamato Hangul. E’ un raro caso di alfabeto nato per commissione. Da qualche anno una tribù indonesiana ( Zhiazhia) ha scelto l’Hangul per la sua facilità di scrittura e di lettura.

 

5w: come vedi la società koreana?

La nostra società è politicamente divisa in due grandi blocchi ideali: la sinistra e la destra. La sinistra è quasi sinonimo di comunismo, mentre la destra difende vecchi ideali nazionalisti e di amicizia con gli U.S.A. I più anziani che parteciparono alla Guerra degli anni ’50 ritengono che gli americani ci abbiano salvati dai comunisti del Nord, mentre molti soprattutto tra gli studenti, sostengono che il Paese sia diviso in due a causa degli statunitensi. Durante gli anni 1970 – 1980 al governo ci fu quasi una dittatura imposta e sostenuta dall’Esercito. In quel periodo c’era il coprifuoco serale in tutta la Korea, le manifestazioni erano proibite, era proibito esprimere opinioni politiche, tutto era così controllato che era proibito perfino tenere i capelli lunghi (pena la partecipazione obbligatoria ad allenamenti militari) e le donne non dovevano indossare la minigonna (i poliziotti usavano un metro per misurare la lunghezza delle gonne). Questi erano ritenuti segni di rivolta verso le tradizioni e il Governo. Negli anni novanta, dopo il lungo periodo al potere della Destra, con il presidente Kim Dae Jung (premio Nobel per la pace) la situazione politica cominciò a cambiare. Ora mi pare che i Koreani partecipino molto alle vicende politiche; i giovani, anche attraverso i social net, sono attenti alla vita politica, invitando i coetanei a prendere posizione.

 

5w: e il rapporto uomo-donna?

Attualmente, secondo me, donne e uomini hanno uguali opportunità nella società coreana. Molte donne occupano posti importanti in grandi aziende private, nella pubblica amministrazione e cominciano a diventare importanti anche in politica; il nostro Presidente appena eletto è una donna.

Mi stupisce però vedere, qui in Italia, che ragazzi e ragazze si abbracciano e si baciano liberamente in pubblico. Da noi questi gesti d’affetto in strada sono mal visti dai più .

Mi sembra che la società koreana sia ancora molto chiusa verso i gay, e anche le manifestazioni d’affetto tra omosessuali siano possibili solo in privato. Da alcuni anni, però, anche questo atteggiamento di completa chiusura verso i gay sta lentamente cambiando, anche grazie alla rivelazione pubblica della propria omosessualità da parte di un attore televisivo molto noto e al successo artistico di un transessuale diventato una popolare cantante.

5w: cosa ti ha stupito maggiormente al tuo arrivo qui in Italia?

Mi ha impressionato la lentezza della società italiana, l’esatto contrario di quello a cui ero abituato. Dopo l’ occupazione giapponese (1905-1945) e la Guerra di Korea (1950 – 1953), la nostra Nazione era povera e distrutta ma, a partire dai primi anni ’60, attraverso lo stile “palli palli” , cioè”veloce, veloce” ci siamo risollevati in fretta. “palli palli” è un modo di pensare e di fare basato su competenza, competizione, velocità di realizzazione, che sono le qualità che più caratterizzano la società koreana del dopo-guerra. Fin dall’ asilo siamo stimolati veniamo abituati ad affrontare sfide e a gareggiare per diventare i primi della classe, della scuola, del Liceo e dell’Università. I genitori, anche facendo debiti, iscrivono i figli a corsi d’inglese, calligrafia cinese, arti e sport vari, per dare loro più possibilità di laurearsi nelle migliori università koreane e trovare, dopo, un ottimo posto di lavoro. Normalmente più di metà stipendio viene speso dalle famiglie in questo modo. Le Università sono carissime e per accedervi si fanno debiti con le banche. La laurea è un traguardo quasi obbligatorio in Korea; chi decide di non laurearsi delude la propria famiglia e sa che in futuro farà mestieri più manuali, considerati inferiori (anche se ora la mentalità sta cambiando). Nella società coreana il lavoro è un valore fondamentale: per noi non avere un lavoro è una grande vergogna. Lo stile “palli palli” si vede in ogni momento della giornata: in banca e agli sportelli pubblici è raro trovare la coda, e se c’è, è molto ordinata. Si corre per uscire in fretta dalle stazioni, nei ristoranti si viene serviti molto in fretta e i nostri collegamenti Internet sono i più veloci del Mondo. Spesso tra aziende italiane e coreane possono esserci difficoltà di coordinazione e di tempistica a causa del diverso modo di intendere il lavoro. Le aziende koreane si attengono scrupolosamente alla tempistica stabilita, anzi, spesso, cercano di abbreviare al massimo i tempi di realizzazione, anche quando questo potrebbe apparire impossibile. Nelle nostre aziende non esiste un periodo di vacanza lungo come in Italia; da noi le ferie durano solo una settimana al massimo, ed è già molto difficile ottenere 7 giorni di permesso. In Korea ci sono tre feste importanti: Capodanno cinese, Capodanno occidentale e Festa del Ringraziamento in Autunno (perché la nostra nazione era essenzialmente composta da contadini che in Autunno raccoglievano riso e frutta). Muoversi in Korea durante questi periodi è molto difficile, soprattutto in occasione del Giorno del Ringraziamento, quando tutte le famiglie devono riunirsi per alcuni giorni. Le strade sono intasate e le televisioni trasmettono quasi esclusivamente bollettini sul traffico in tutto il Paese; solo la capitale Seoul rimane quasi deserta perché moltissime famiglie sono originarie di altre città.

A causa dello stile di vita ” palli palli” ci sono molti casi di “morte per lavoro”: dal 2003 al 2008 sono morte 414 persone che lavoravano nel pubblico impiego. Purtroppo dal 2012 siamo al primo posto mondiale per i decessi da lavoro , che toccano, soprattutto, i quarantenni. Questo, a mio avviso, capita perché le persone lavorano troppo, si nutrono pochissimo durante il giorno e, visto che il lavoro continua anche la sera, mangiano e bevono molto durante la notte. Molte le patologie dovute all’ipercolesterolemia, si muore a causa di emorragie cerebrali e  il cuore tende a fermarsi con maggior frequenza a causa dello stress, della sedentarietà e del regime alimentare sbagliato. Per fortuna qualcosa sta cambiando nel nostro modo di vivere; si comincia a cercare di vivere meglio, circondandosi di maggiori comodità, si tende a praticare più sport (sono comparse le prime piste ciclabili in tutta la Korea), molti vanno a camminare in montagna o a sciare appena possibile. Molti scoprono le vacanze in spiaggia, e il settore dell’ abbigliamento sportivo è in grande crescita.

A Sud della Korea si trova l’isola vulcanica di Jejudo; è un luogo molto bello con un clima tropicale e una vegetazione unica. Da sempre viene considerata una meta ideale dove trascorrere la luna di miele. Su questa isola da qualche anno sono stati riscoperti e rinnovati antichi sentieri in mezzo al verde per permettere a tutti di godere del contatto con la natura. La gente si reca a Jejudo anche per permettersi lunghe camminate, per trascorrere periodi lontano dal traffico e per stare da sola con i proprii pensieri. L’isola di Jejudo è stata eletta tra i sette ambienti più belli al mondo nella classifica del “New 7 wonders of Nature ” 2012.

 

5w: è vero che tenete molto alla casa?

Da noi la casa è importante. E’ tradizione comprare la casa facendo mutui con le banche per poterla ipotecare e avere così i soldi anche per mantenere all’università i figli. Tutti i nostri risparmi sono investiti nell’abitazione. Il prezzo degli immobili è molto alto nelle grandi città ma alcuni esperti sostengono probabile un improvviso crollo dei prezzi. Questo sarebbe un colpo gravissimo per la nostra economia. Una cosa che mi ha stupito è che qui in Italia si vive normalmente in edifici storici o comunque anche molto antichi. E’ un po’ come vivere in un museo di storia ogni giorno. Da noi quasi tutti gli edifici residenziali sono recenti e vengono ricostruiti dopo circa trenta o quarant’anni. Nel periodo in cui la nuova casa viene edificata il governo locale concede dei soldi ai proprietari degli appartamenti per affittarsi un alloggio altrove. Quando il condominio sarà riedificato, il nuovo appartamento dovrà essere più moderno e più spazioso di quello precedente, con un valore aggiunto superiore al precedente per mantenere inalterato il valore della casa nel tempo: Devono essere impiegati materiali edili migliori, migliori elettrodomestici, tecnologie all’avanguardia e, se possibile, avere un parco condominiale. Una curiosità storica: dal 500 d.C. le nostre case sono riscaldate dal calore di un fuoco che viene convogliato sotto il pavimento di pietra attraverso tubature. Da allora noi usiamo questo tipo di riscaldamento a pavimento anche nelle nuove costruzioni, usando le migliori tecnologie oggi disponibili.

 

5w: parliamo di televisione, giornali, internet…

La nostra televisione di Stato (KBS, SBS, MBC) è molto diversa dalla vostra. Da noi, per esempio, i film americani vengono trasmessi solo durante il fine settimana (mentre vedo che qui ogni sera se ne trasmettono molti) ed anche i film koreani non sono molto programmati. Non si trasmettono neanche molti spettacoli con vincite in denaro (come in Italia). Ricordo che al mio arrivo qui fui colpito dalla presenza in televisione di donne a seno nudo, ma anche in Korea il costume televisivo sta cambiando perché ultimamente vedo che soprattutto nelle trasmissioni dedicate alla musica pop koreana, le ragazze si presentano meno vestite di un tempo. In Korea esistono molti canali privati a pagamento soprattutto satellitari, così come alcune testate giornalistiche hanno una propria emittente sempre satellitare. Per quanto riguarda i giornali, da noi non esistono sovvenzioni pubbliche per l’editoria. Internet, invece, ha una diffusione capillare già da molti anni e la sua velocità è elevatissima. Generalmente gli acquisti vengono fatti tramite la rete: si va a vedere e provare in un negozio il prodotto che ci interessa, poi lo si compra in rete, a prezzo più basso, magari nel sito dello stesso negozio visitato. Si può dire che da noi i negozi servono più come vetrina che come punti di vendita effettiva.

 

5w: quanto influisce la superstizione sulla vita dei Koreani?

Molto. Nella nostra società la superstizione è molto presente. Si ricorre spesso al veggente o al mago per conoscere il futuro, gli affari, la salute, l’amore e l’oroscopo. La credenza in spiriti e fantasmi è molto diffusa in tutto il Paese. Nella tradizione esistono cerimonie rituali con le quali il veggente, posseduto dallo spirito, cammina sopra lame affilate a piedi nudi e senza ferirsi per scacciare l’essere maligno che si è impossessato di qualcuno. Queste cerimonie sono molto impressionanti, quasi terrificanti, e differiscono da zona a zona.

 

5w: parliamo di tradizioni enogastronomiche…

La cucina tradizionale koreana si basa su riso, verdure, pesce, alghe e carni (principalmente di bovino e maiale, mentre non consumiamo carne di coniglio). Da noi non si usa chiudere un pasto con il dolce, ma piuttosto con la frutta o una bevanda fredda tradizionale fatta con riso poco fermentato e aggiunta di zucchero liquido. Come ho detto, nella nostra tradizione non sono molto presenti i  dolci, ad eccezione del “Tok” che è a base di riso e che mangiamo soprattutto in occasione di matrimoni, di feste popolari o di cerimonie particolari. Una volta all’anno ogni famiglia commemora i propri morti allestendo in casa un tavolo con frutta, verdure, certi tipi di pesci, carne e un particolare tipo di pizza tradizionale. La disposizione di questi cibi in onore dei defunti è molto importante e deve rispecchiare le disposizioni del nostro “Pun Su” (Feng Shui in Cina). L’allestimento di questa tavola richiede molto tempo e molto denaro ed è affidata alle donne che spesso litigano tra loro; si dice che solo i bambini siano felici in questa occasione, raro momento d’incontro per tutti i componenti della famiglia. In un nostro ristorante tradizionale si scelgono dal menu i piatti principali mentre i contorni sono compresi nel prezzo, si possono ordinare altri contorni gratuitamente e l’acqua non si paga. Tradizionalmente beviamo il Soju, simile al Sake e il Makkolli, che è a base di riso fermentato, di colore bianco latte. Fin dal 1100 d.C. esportiamo il nostro ginseng in tutto il mondo e la sua coltivazione è diffusa in molte aree della Korea.

 

5w: infine…come stai qui in Italia?

Io mi trovo bene in Italia perché ho quasi sempre incontrato persone gentili che cercano di aiutarmi. Purtroppo, a volte, qualcuno mi prende in giro per i miei tratti somatici asiatici: forse un po’ di razzismo qua e là, c’è. A causa del mio carattere schivo non conosco molti italiani, ma tra di loro ci sono dei veri amici che mi trattano come un fratello. Mi pare che in Italia si sorrida di più e che ci sia più cordialità nella vita quotidiana che in Korea, dove quasi tutti sorridono e sono gentili, ma spesso è solo una facciata obbligatoria imposta dal lavoro.  In Italia è più facile conoscere persone al bar, facendo una fila, chiedendo indicazioni per la strada. Mentre in Korea, a causa del ritmo di lavoro e dello stile di vita, è più difficile. Noi abbiamo poco tempo da dedicare ai rapporti umani e anche nella vita familiare ci si ritrova insieme solo a tarda sera o nei fine settimana. I bambini koreani difficilmente diventeranno dei “mammoni” una volta cresciuti. Ho visitato le maggiori città italiane: Roma, Firenze, Venezia, Milano, e anche la Toscana, la Liguria, il Trentino e il Veneto, mentre non conosco il Sud. In Italia lo stile di vita è molto più rilassato rispetto a quello koreano; avete del tempo libero e sapete godervelo. Quando l’orario di lavoro finisce andate a casa, mentre in Korea si continua fino al completamento del lavoro, se è il caso, anche fino a tarda notte. Noto che qui molti negozi hanno un orario di chiusura nel primo pomeriggio, come una “pausa pranzo”; in Korea questo non esiste. I negozi sono aperti tutto il giorno e ce ne sono molti aperti anche di sera. Nelle grandi città, alcuni restano aperti tutta la notte. Con i miei amici koreani, quando ci incontriamo, ci troviamo d’accordo sul dire che in Italia è possibile fare una sola cosa al giorno. Ricordo che per il rinnovo del permesso di soggiorno a volte ho aspettato in piedi anche 12 ore in code lunghissime già dalla notte precedente fuori dalla questura. Ma per fortuna da qualche anno questa situazione sta cambiando in meglio.