DEI DELITTI E DELLE PENE

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In occasione dei duecentocinquant’anni dalla sua pubblicazione, si torna a parlare del saggio di Cesare Beccaria “Dei delitti e delle pene”, considerato il testo più noto dell’Illuminismo italiano.

Esperti e docenti provenienti da tutta Europa ne dibatteranno in un convegno internazionale che si terrà giovedì 27 novembre all’Accademia delle Scienze (via Maria Vittoria 3 – via Accademia delle scienze 6) e venerdì 28 nei locali del palazzo d’Azeglio (via Principe Amedeo 34). “Dei delitti e delle pene” ebbe, sin dalla sua pubblicazione, una grande fortuna in Europa e nel mondo.

Stampato per la prima volta a Livorno nel 1764, ebbe, infatti, subito una vasta eco in Francia (dove incontrò l’apprezzamento di Voltaire e Diderot ), ma la sua influenza si estese poi fino alla Russia e agli Stati Uniti.  Il convegno, ideato e promosso dalla Fondazione Firpo, con la la Fondazione Einaudi e la suddetta accademia, mira a far conoscere i risultati delle più avanzate ricerche storiche oggi nel mondo e a rilanciare quei valori e quegli insegnamenti che potrebbero rivelarsi preziosi nel contesto di crisi profonda della giustizia italiana dei nostri giorni. Una crisi anzitutto culturale prima ancora che organizzativa e politica.

Luigi Firpo e Franco Venturi furono d’altronde tra coloro, che già nel secondo dopoguerra rilanciarono l’opera e gli insegnamenti di Beccaria.  Lo fecero per contrastare una cultura giuridica asfittica e autoritaria, che si era formata nell’applicazione del codice Rocco e di un fascismo dichiaratamente anti illuminista e contro i diritti dell’uomo. Ilconvegno sarà articolato in tre sessioni, presiedute rispettivamente dai professori Vincenzo Ferrone,  Massimo Firpo e dall’avvocato Antonio Rossomando (già presidente dell’Ordine degli Avvocati di Torino). Info e programma sul sito www.fondazionefirpo.it o www.accademiadellescienze.it

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