EVVIVA IL MUTANDONE !

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Ogni giorno – ormai da qualche centinaio d’anni – ci si alza, ci si infila un paio di mutande e poi viene il resto della giornata.

Che piacere – prima di mettersi addosso altri abiti – sentire fasciate e protette le parti più intime con una stoffa morbida che, non a caso, i libertini del ‘700 chiamavano ‘scrigni delle natiche’

Oggi però mi sveglio ed è quasi tutto nel cestone da lavare… devo comprare degli slip!

Esco, vado un po’ in giro e guardo affascinata la profusione di biancheria nei negozi di intimo. Curioso un po’ tra hipsters, coulottes, tanga, perizomi, brasiliani e tutte le versioni che propongono alle donne – sin da ragazzine – e tutti i tessuti, tutte le fantasie…

Tutto questo luccicore, questa vivacità, quanta fantasia nella seduzione, nel sogno dell’intrigo, qualche volta è anche molto divertente…

Quando però la mattina il mondo riprende forma, tutto dev’essere semplice e pronto per non inciampare in ostacoli che complicano il già difficile riavvio dei motori.

Necessitano, quindi, mutande comode e un buon caffè.

Gli uomini si infilano beatamente i loro pratici boxer spiegazzandoli dentro pantaloni più o meno larghi e, non per questo, perdono la loro prestanza maschile.

Per noi donne, invece, tutto dove vai, ti vogliono vestire fasciandoti il sedere in modo che sporga in fuori, dai classicissimi jeans ai leggins ai pantaloni da ufficio, onde per cui quello che c’è sotto deve essere ridotto ai minimi termini per risultare invisibile.

Per l’abbigliamento, in generale, ci sono pochi nuovi negozi che propongono il no-sex come controtendenza e,  comunque, sono forse eccessivamente mortificanti: mi immagino come una suora laica camminare per le strade con pensieri di rassegnazione e vuoti ricordi (vedi il marchio Cos, tempio del no-sex, capi belli e tristissimi)

Ma tra la mortificazione e il sexy sfrenato qualcosa ci deve pur essere…

Col ritorno delle maggiorate alla Kim Kardashian, mi sovviene la visione di certe scimmie – bellissime scimmie certo – che sporgono il didietro offrendolo ai passanti nell’intento di provocare desiderio sfrenato

Ma d’altronde il dottor Lewis Henry Morgan, uno dei fondatori dell’evoluzionismo sociale, sostiene che le donne primitive che possedevano maggior curvatura della schiena, avessero un ridotto rischio di subire lesioni alla colonna vertebrale durante la gravidanza. Una donna con queste caratteristiche costituiva un soggetto più affidabile per la riproduzione e gli uomini ne erano inconsapevolmente attratti.

Anche alle dive hollivoodiane – basta rivedere le foto dell’ultimo red carpet – insegnano questa posa per i fotografi: devono stare di spalle, di tre quarti, con le mani sui fianchi e poi girare la testa come se si voltassero per un ultimo scatto. Il risultato e’ un primo piano del sedere e dei fianchi che, così facendo, appaiono più grandi e in risalto… la faccia, ovviamente, viene dopo…

Ma torniamo alle mutande, il B-side della donna è da sempre un totem, per gli uomini, ma io cosa c’entro? Vorrei i miei bei mutandoni lo stesso.

Pizzo, merletto traforato, seta finta, seta metallo pop – dark – sexy – porno spiritoso con inserti, ritagli, lacci, fibbie e – comunque sempre – con metà delle natiche di fuori, se non del tutto, e dire che le mutande dovrebbero servire a vestirle, le natiche!

Dopo vetrine di biancheria bella da urlo e scomoda altrettanto, entro in un grande magazzino -Voglio un paio di mutandoni di cotone!! –

Be’ mi contengo, respiro e non dico niente, non chiedo, devo cercare…

Vi siete mai spinte nel reparto biancheria comoda? Avete visto che cosa si trova? Una mortificazione da morire, come se davanti ci fosse il cartello “Le vere donne dall’altra parte, Voi tapine di qua”.

Si finisce per sentirsi alla stregua di Bridget Jones, anche senza essere in sovrappeso.

E poi è comoda davvero, sta biancheria comoda? Intanto è di color carne, se va bene nera o bianca, tessuti spessi, cotone rigido o elasticizzato, tipo ospedaliero. I reggiseni, poi, con quelle fasce sotto altissime, spalline che sembrano tracolle di una borsa, elastici strettissimi nei punti sbagliati, che neanche la santa inquisizione, e soprattutto mutande a vita altissima ma che tagliano le natiche… Il perché? Un mistero. Qui non si veste la donna che deve sedurre ma il sedere è comunque mezzo scoperto

Rimando il problema e vado a cercarmi un costume, ne sto usando uno che ormai è a pezzi, semplicissimo triangolo legato sui fianchi e dietro la schiena, devo sostituirlo. Ma il problema si ripresenta.

Perché non vogliono darci un po’ più di stoffa per coprire il didietro ?

Se sei giovane, qualche striscia di tela sulla spiaggia e nient’altro, ti va più che bene ma – almeno ad un certo punto della vita – dovremmo avere il diritto di portarci in giro con un minimo di dignità… quindi perché anche i costumi da bagno hanno metà del sedere tagliato di fuori?

Puoi anche cercare il costume intero più castigato, ti copre tutta, la vita i fianchi la pancia ma il sedere rimane di fuori. La stoffa segue la linea immaginaria del corpo di una campionessa olimpica di nuoto.

E allora al mare che si fa? Non è che io debba poi neanche nascondere un sedere cadente, ma desidero per me stessa quella che definirei tutt’al più una sobrietà civettuola…

Che fine ha fatto la sobrietà civettuola?

Non faccio tempo a chiedermelo che – dopo tutta ’sta ricerca e ’sta fatica – mi capita sott’occhio per puro caso che la nuova tendenza della gioventù newyorkere piu’ cool: portare i granny-pants: i mutandoni della nonna, larghi il giusto, comodi pratici e anallergici.

Tra i marchi d’avanguardia quello statunitense ‘Me and You’: le giovani proprietarie, Julia e Mayan,  provengono da un collettivo femminile che affronta attraverso la moda i temi più scottanti dell’argomento, cercando di eliminare, una volta per tutte, l’abitudine della società di forgiare secondo stereotipi maschilisti i modi di vestire e di pensare delle donne.

Evviva, forse siamo salve e si può affermare che il mutandone dichiarato, anzi sbandierato – il mutandone come diritto – oltre ad essere originale è gesto e bandiera di una politica sociale delle e per le donne.

Così rincuorata torno a casa, ancora senza mutande in saccoccia, ma con un futuro radioso all’orizzonte… fili e fili per stendere il bucato, nei cortili, su cui sventolano al sole decine di bandiere multicolori di tutto il mondo! mutandoni delle nonne? No, mutandoni delle donne!!