IL PATRIARCATO NUOCE ANCHE AGLI UOMINI

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Il patriarcato non fa bene a nessuno. Nemmeno agli uomini. A spiegarcelo è Azzurra Rinaldi, economista e attivista femminista nel suo ultimo saggio “Soldi, sesso e potere”,  edito da Rizzoli.

Nel saggio si esplora il legame tra questi tre fattori, mostrando come il desiderio, i condizionamenti e le relazioni sociali influenzino le nostre scelte più di quanto ci rendiamo conto.

L’autrice smonta anche il mito della parità di genere, proprio tenendo conto di questi ambiti e propone strumenti per costruire un sistema più equo e inclusivo, atto a disinnescare meccanismi e stereotipi che escludono le donne dai tavoli decisionali (valutandole spesso in base a canoni estetici e sessuali) e che impongono agli uomini di misurare il proprio valore in base alla quantità di denaro che riescono a produrre, alla carriera o al potere che riescono a raggiungere e all’auto che si possono permettere.

Per questo motivo molto probabilmente, la maggioranza degli uomini che avrebbero diritto a prendersi un periodo di congedo parentale per accudire un figlio appena nato, non ne usufruisce. Perché fare il “mammo” potrebbe sminuirlo agli occhi degli altri uomini.

“Questo libro è un manifesto”, spiega l’autrice. Il rapporto tra donne, potere e denaro “ha una storia complicata, fatta di esclusione sistematica e di tutele che erano delle vere e proprie gabbie, ma che venivano travestite da protezione”. Per quanto riguarda il sesso poi, il corpo della donna è stato ed è tuttora, un territorio politico.

Ma come il controllo sulla sessualità e sui corpi, anche il divario salariale, è una questione di potere. Chi decide le leggi, chi siede nei consigli di amministrazione, chi occupa i posti che contano è ancora, in misura schiacciante, un uomo.

“Ci hanno raccontato per secoli che le donne non erano adatte al potere, che erano uterine e isteriche aggiunge ancora “ci hanno insegnato che era meglio stare un passo indietro (Dietro un grande uomo …). In questo libro però provo a smontare quella convinzione. E a capire come esercitare un potere femminile che non sia solo la brutta copia di quello maschile”.

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