FANTASMI D’ITALIA

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Sembra che lo spirito del Conte di Cavour si aggiri per le vie di Torino. Almeno stando ai numerosi testimoni che giurano di averlo visto.

Si apre così – con uno dei fenomeni più curiosi del capoluogo piemontese – il saggio “Fantasmi d’Italia” di Pierluigi Serra, recentemente pubblicato da Newton Compton.

Si tratta, come specifica anche il sottotitolo, di un “itinerario sulle tracce dei fenomeni più misteriosi e inspiegabili del Bel Paese”, partendo per lo più da note dimore tuttora avvolte in un’aura oscura e sinistra, come la Villa delle Streghe in Lombardia e Ca’ Dario a Venezia.

Un’attenzione particolare è riservata a Torino, non solo in quanto città magica, ma anche per la sua vicinanza alla Francia dove, a metà ‘800, nasceva ufficialmente il fenomeno dello spiritismo.

Ad alimentarne il successo in Italia fu, tra gli altri Vincenzo Scarpa, ex segretario dello stesso Camillo Benso che, con lo pseudonimo di Niceforo Filalete, diresse dal 1856 la prima Società di studi spiritici italiana con sede appunto nel capoluogo piemontese.

La filosofia di quella che poi divenne la Società torinese di Studi Spiritici, era quella di non trattare tali credenze come superstizioni, ma di studiarne gli effetti dal punto di vista scientifico.

Quale scenario migliore dunque, per narrare di strane apparizioni, se non quello di una città che vanta, non solo un vasto campionario di fantasmi illustri (tra cui anche quello della Bela Rosin), ma persino enigmi e misteri sulle sue origini? Non tutti sanno, infatti, che secondo un antico mito, il fondare di Torino sarebbe un principe egizio, figlio di Iside, partito intorno al 1500 a.C. alla volta dell’Italia per cercare qui il luogo ideale in cui creare un nuovo regno

In realtà questa ipotesi, per quanto possa apparire improbabile, ha un fondamento storico-bibliografico nel trattato ,”Historia di Torino” del 1679 a firma del gesuita e precettore sabaudo Emanuele Tesauro. Costui spiega come il capoluogo piemontese sarebbe stato fondato appunto dal principe Eridano, fuggito dalla sua patria a causa di divergenze con i sacerdoti che detenevano il potere. Dopo aver costeggiato il Tirreno sarebbe così sbarcato in Liguria e da qui sarebbe giunto fino al sito dell’attuale città di Torino

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