GLI ARCHIVI COME PONTI TRA LE GENERAZIONI

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Mai come in questo momento storico, le nuove generazioni necessitano di un dialogo tra la storia e l’attualità. L’esperienza e le testimonianze del passato possono infatti aiutare a comprendere e interpretare meglio, la complessa realtà di oggi, che si presenta sempre più contraddittoria, se non anche insidiosa.

Pur presentando punti di incontro e di contatto, ogni generazione è diversa da quella precedente ed è portatrice di azioni dirompenti, spesso rivoluzionarie e di volontà di cambiamento. Ognuna quindi è caratterizzata da una diversa visione del mondo e informa di sé la cultura di cui è espressione, intercettando nuove tendenze e nuovi fermenti. Ma le generazioni portano con sé più domande, che risposte: Cosa salvare di quello che è stato prima di noi? Cosa produrre di nuovo? Come stabilire una connessione e, soprattutto, come generare nuova vita da ciò che si è deciso di conservare?

A rispondere a tali quesiti sarà, la quarta edizione di Archivissima, l’unico – e ormai noto – festival dedicato alla promozione e alla valorizzazione dei patrimoni archivistici che si svolge da venerdì 4 a mercoledì 9 giugno. In che modo però il tema prescelto quest’anno – che riguarda appunto le #Generazioni – rimanda alla funzione degli archivi? Intanto perché in qualità di custodi della memoria e del passato, gli archivi sono veri e propri ponti tra generazioni, epoche e culture diverse e quindi possono fornire insegnamenti, ispirazioni e spunti di riflessione.

L’archiviazione è la precondizione per la tutela della storia e per la trasmissione di un’eredità distintiva nonché per la creazione di nuovi significati. Il tutto in un’ottica di trasmissione di saperi e informazioni, ma anche di valori, sentimenti e memorie emotive. Come spiega, infatti, Andrea Montorio, presidente dell’Associazione Archivissima, “gli archivi favoriscono gli scambi e le connessioni, custodiscono e tramandano la conoscenza, sviluppano le relazioni e si fondano sul concetto fondamentale di generatività: termine introdotto dallo psicoanalista Erik Erikson nel 1950 che indica la volontà di costruire nuovi percorsi e di proiettarsi verso il futuro”.

Per ben cinque giorni, dunque scrittori, storici, opinionisti e docenti di chiara fama approfondiranno e dibatteranno sul tema prescelto, analizzandone le diverse sfaccettature, da diversi punti di vista. Gli archivi che aderiscono all’iniziativa da ogni parte d’Italia sono centinaia. Vero fulcro del festival, la Notte degli Archivi. ha luogo venerdì 4 con l’apertura al pubblico, per lo più in orario serale, di numerose sedi d’archivio che potranno essere visitate in loco o grazie a virtual tour e contenuti messi a disposizione sul sito della manifestazione.

La grande novità di quest’anno riguarda però la serata in diretta dal Polo del ‘900 di Torino, condotta dalla giornalista Diletta Parlangeli, in collegamento con ospiti d’eccezione. Tra questi, Matteo Caccia e Barbara Costa saranno in diretta streaming dell’Archivio Storico di Intesa Sanpaolo (main partner del festival) per raccontare storie tratte dalla mostra “Vite Attraverso: vicende, documenti, voci di ebrei milanesi del ‘900”. Sempre in streaming, giusto per citare alcuni dei collegamenti, dalla Fondazione Ordine del Mauriziano, lo scrittore Alessandro Perissinotto condurrà il pubblico alla scoperta di preziosi cabrei, antichissime bolle pontificie, carte augustane etc.

Gli appuntamenti sono moltissimi e comprendono anche la mostra “Phylum, Generazioni d’Archivio” che, ispirandosi al tema prescelto, si può visitare sempre nei locali del Polo del ’900. Il programma completo con eventuali variazioni e aggiornamenti e le modalità di prenotazione (obbligatoria per gli eventi live) si possono trovare su www.archivissima.it